Come aprire un negozio online: i passi da seguire
Capire come aprire un negozio online è il primo passo per chi vuole vendere i propri prodotti su internet, che si tratti di un artigiano, di un piccolo…

Capire come aprire un negozio online è il primo passo per chi vuole vendere i propri prodotti su internet, che si tratti di un artigiano, di un piccolo commerciante con un punto vendita fisico o di chi parte da zero con un'idea. Mettere in piedi un sito con un carrello è diventato tecnicamente semplice, ma un e-commerce è a tutti gli effetti un'attività d'impresa, con adempimenti burocratici, obblighi verso i clienti e scelte pratiche su piattaforma, pagamenti e spedizioni. Ecco i passaggi principali, nell'ordine in cui conviene affrontarli.
1. Parti dall'idea e dai numeri
Prima di aprire qualsiasi pratica conviene rispondere ad alcune domande concrete: che cosa vendo, a chi, e perché un cliente dovrebbe comprare da me e non da un concorrente? Cerca prodotti che conosci bene e in cui puoi offrire qualcosa di distintivo: una selezione curata, un servizio migliore, una produzione propria.
Poi fai i conti. Il prezzo di vendita deve coprire costo della merce, imballaggio, spedizione, commissioni sui pagamenti, eventuale abbonamento alla piattaforma, pubblicità, resi e tasse. Un foglio di calcolo con questi costi per singolo prodotto evita molte sorprese.
2. Gli adempimenti per aprire un negozio online
Vendere online in modo abituale richiede di essere in regola come impresa. La guida all'e-commerce della Camera di commercio di Milano riassume il percorso:
- Iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di commercio della provincia in cui ha sede l'attività, con la Comunicazione Unica, che comprende anche la richiesta della partita IVA all'Agenzia delle Entrate e, quando dovute, le posizioni INPS e INAIL.
- SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) al SUAP, lo Sportello unico per le attività produttive del Comune. La pratica si invia online, in molti Comuni attraverso il portale impresainungiorno.gov.it.
- Chi ha già un negozio fisico e i titoli per vendere deve in genere aggiornare i propri dati con la procedura ComUnica, comunicare la variazione all'Agenzia delle Entrate e aggiungere l'attività di vendita online.
La stessa guida precisa che, in generale, vendere online non richiede particolari autorizzazioni preventive, oltre ai titoli già necessari per il proprio settore. I settori regolati, per esempio alimenti o farmaci, hanno infatti requisiti propri.
Il codice ATECO
Al momento dell'apertura della partita IVA va indicato il codice ATECO, che identifica l'attività. Con la classificazione ATECO 2025, operativa dal 1° aprile 2025, è cambiato un dettaglio importante: come spiega un approfondimento di Unioncamere, i vecchi codici 47.91 dedicati al commercio via internet sono stati eliminati e la vendita al dettaglio si classifica in base al tipo di prodotto venduto, non più al canale. Per scegliere il codice corretto, e anche il regime fiscale più adatto, è consigliabile farsi seguire da un commercialista.
3. Privacy, condizioni di vendita e informazioni obbligatorie
Un negozio online raccoglie dati personali: nomi, indirizzi, e-mail, a volte numeri di telefono. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) impone di dire ai clienti, con un linguaggio chiaro e semplice, chi tratta i loro dati e perché: almeno identità del titolare, finalità, base giuridica ed eventuali destinatari. Serve quindi un'informativa privacy e, se il sito usa cookie non tecnici, una cookie policy con un sistema di raccolta del consenso. Il consenso, quando è la base del trattamento (per esempio per la newsletter), deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile.
Servono poi condizioni generali di vendita che spieghino prezzi, spese di spedizione, tempi di consegna, metodi di pagamento, diritto di recesso, resi e garanzia legale. Sul sito devono comparire anche ragione sociale, sede, contatti con indirizzo e-mail, numero di iscrizione al Registro delle imprese o REA e partita IVA. La guida della Camera di commercio ricorda che la mancanza di queste informazioni, richieste dal decreto legislativo 70/2003, può comportare una sanzione amministrativa da 103 a 10.000 euro.
| Cosa serve | A cosa serve | Dove informarsi |
|---|---|---|
| Partita IVA e Registro delle imprese | Esercitare l'attività in regola | Camera di commercio, commercialista |
| SCIA al SUAP | Comunicare l'avvio dell'attività al Comune | impresainungiorno.gov.it |
| Codice ATECO | Classificare l'attività | Classificazione ATECO 2025 |
| Informativa privacy e cookie policy | Rispettare il GDPR | Garante privacy, portale La tua Europa |
| Condizioni di vendita | Informare il cliente prima dell'acquisto | Codice del Consumo |
4. Scegli la piattaforma
Le strade principali sono tre:
- Piattaforme in abbonamento (software as a service): si paga un canone e si ottiene un negozio pronto, con hosting, aggiornamenti e sicurezza gestiti dal fornitore. Adatte a chi vuole partire in fretta senza competenze tecniche.
- Soluzioni open source installate su un proprio hosting: più flessibili e personalizzabili, ma richiedono di occuparsi di manutenzione e sicurezza o di affidarsi a un tecnico.
- Marketplace: si vende all'interno di una piattaforma che ha già un vasto pubblico, pagando commissioni sulle vendite. Molti negozi affiancano un marketplace al proprio sito.
Nella scelta valuta i costi complessivi (canone, commissioni, estensioni), la facilità di gestione del catalogo, la compatibilità con i metodi di pagamento e i corrieri che vuoi usare e la possibilità di esportare i dati se un giorno cambierai sistema.
5. Pagamenti, spedizioni e resi
Offrire i metodi di pagamento più usati riduce gli abbandoni del carrello: carte di pagamento, portafogli digitali, bonifico e, se vuoi, contrassegno. I gestori di pagamento applicano commissioni per transazione, che vanno incluse nei calcoli.
Anche il checkout ha regole precise. Secondo gli obblighi per le vendite online riassunti dal portale La tua Europa, prima dell'ordine il cliente deve vedere il prezzo totale con tasse e spese di consegna, il pulsante finale deve indicare chiaramente l'obbligo di pagare (ad esempio «Ordina e paga») e non sono ammesse caselle già spuntate per servizi extra a pagamento. Dopo l'acquisto va inviata una conferma su supporto durevole, come un'e-mail.
Per la logistica, decidi se gestire il magazzino in proprio o affidarti a un operatore logistico esterno, e confronta le tariffe di più corrieri. Salvo accordi diversi, la merce va consegnata entro 30 giorni dalla conclusione del contratto. Il cliente può recedere entro 14 giorni dalla consegna senza dare motivazioni e va rimborsato entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso; il venditore può attendere di ricevere indietro la merce o la prova della spedizione. Una procedura di reso semplice e ben spiegata è anche un fattore di fiducia.
Consiglio: prima del lancio, fai qualche ordine di prova completo, dal pagamento alla consegna fino al reso. È il modo più rapido per scoprire errori nelle spese di spedizione, e-mail di conferma che non partono o pagine con informazioni mancanti.
6. Marketing: farsi trovare
Un negozio online senza visite non vende. Le leve principali sono:
- SEO: schede prodotto con testi originali, foto di qualità e descrizioni utili aiutano a comparire nei risultati dei motori di ricerca.
- Social network: per mostrare i prodotti, raccontare il marchio e dialogare con i clienti.
- E-mail marketing: una newsletter, con consenso raccolto secondo il GDPR, è uno strumento efficace per riportare i clienti sul sito.
- Pubblicità a pagamento: utile per accelerare, ma va monitorata con attenzione per capire quanto costa ogni vendita.
Misura i risultati fin dall'inizio, con strumenti di analisi impostati nel rispetto delle regole sui cookie, così da capire quali canali portano davvero clienti.
Domande frequenti
Serve la partita IVA per aprire un negozio online?
Sì, se la vendita è abituale. Chi apre un e-commerce si iscrive al Registro delle imprese e ottiene la partita IVA con la Comunicazione Unica, oltre a presentare la SCIA al SUAP del Comune.
Quale codice ATECO si usa per l'e-commerce?
Con ATECO 2025 non esiste più un codice unico per il commercio via internet: il codice si sceglie in base al tipo di prodotto venduto. Un commercialista può aiutarti a individuare quello corretto.
Servono autorizzazioni particolari per vendere online?
In generale no, oltre agli adempimenti di avvio dell'impresa. Alcuni settori regolati, come alimenti e farmaci, prevedono però requisiti specifici.
Quali documenti legali devono esserci sul sito?
Almeno l'informativa privacy, la cookie policy se si usano cookie non tecnici, le condizioni generali di vendita con le informazioni su recesso e garanzia, e i dati identificativi dell'impresa, compresa la partita IVA.
Meglio un sito proprio o un marketplace?
Dipende dagli obiettivi. Il marketplace offre subito visibilità ma comporta commissioni e meno controllo sul rapporto con il cliente; il sito proprio richiede più lavoro di promozione ma lascia più autonomia. Molti negozi usano entrambi.







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