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Diritto di recesso: come funziona negli acquisti online

Diritto di recesso negli acquisti online: 14 giorni per ripensarci, come comunicarlo, il pulsante di recesso, rimborso, spese di reso ed eccezioni.

Scatola di cartone marrone accanto a una porta di legno bianca

Il diritto di recesso è la possibilità di annullare un acquisto fatto a distanza, per esempio su un sito o un'app, entro un periodo stabilito dalla legge e senza dover spiegare il motivo. È una delle tutele più utili per chi compra online, perché permette di vedere il prodotto dal vivo prima di decidere se tenerlo. Qui trovi come funziona in Italia, quali tempi rispettare, come comunicarlo al venditore e in quali casi non si applica.

Cos'è il diritto di recesso e quando vale

La regola nasce da una direttiva europea del 2011 sui diritti dei consumatori e in Italia è contenuta nel Codice del consumo, agli articoli dal 52 al 59. Riguarda i contratti conclusi a distanza (online, per telefono, per corrispondenza) e quelli firmati fuori dai locali commerciali, come le vendite porta a porta.

Per esercitarlo hai a disposizione un periodo di riflessione di 14 giorni, durante il quale puoi ripensarci senza giustificarti. Se l'ultimo giorno cade in un giorno non lavorativo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Ci sono però due limiti da conoscere subito. Il recesso vale solo quando compri da un professionista: se acquisti da un privato, anche attraverso un marketplace, questa tutela non c'è, quindi conviene controllare sempre chi è il venditore. Inoltre non esiste una regola europea che obblighi i negozi fisici ad accettare un reso solo perché hai cambiato idea: in quel caso conta la politica del singolo punto vendita.

Da quando partono i 14 giorni

Il conteggio cambia in base a cosa hai comprato:

  • per i beni, i 14 giorni partono dal giorno in cui ricevi materialmente la merce;
  • per i servizi, dal giorno in cui concludi il contratto;
  • se hai fatto un unico ordine con più articoli consegnati in momenti diversi, si parte dalla consegna dell'ultimo articolo o dell'ultimo lotto.

Il venditore è obbligato a informarti, prima dell'acquisto, sull'esistenza del recesso e su come esercitarlo. Se non lo fa, il termine si allunga fino a 12 mesi. Se le informazioni arrivano in ritardo ma entro quel periodo, hai 14 giorni di tempo a partire dal momento in cui le ricevi.

SituazioneCosa prevede la regola
Beni acquistati online14 giorni dalla consegna
Servizi acquistati online14 giorni dalla conclusione del contratto
Ordine con più consegne separate14 giorni dalla consegna dell'ultimo articolo
Nessuna informazione sul recessoTermine prolungato fino a 12 mesi
Restituzione della merceEntro 14 giorni dalla comunicazione del recesso
Rimborso del venditoreEntro 14 giorni dalla comunicazione del recesso

Come esercitare il diritto di recesso

Restituire il pacco non basta: devi comunicare al venditore che vuoi recedere. Puoi usare il modulo che il venditore di solito mette a disposizione, anche in formato elettronico, oppure inviare una qualsiasi dichiarazione chiara in cui esprimi la tua decisione. Quando la comunicazione avviene per via elettronica, il venditore deve confermarti di averla ricevuta. In caso di contestazione tocca a te dimostrare di aver rispettato i tempi, come ricorda il Centro Europeo Consumatori Italia: per questo è meglio scegliere un canale che lasci traccia, come email o PEC, e conservare le ricevute.

Il nuovo pulsante di recesso

Dal 19 giugno 2026 si applicano le regole introdotte dalla direttiva (UE) 2023/2673, recepite in Italia con il nuovo articolo 54-bis del Codice del consumo. Per i contratti conclusi tramite un sito o un'app, il venditore deve offrire una funzione per recedere direttamente online, indicata con la dicitura "recedere dal contratto qui" o con una formula equivalente e chiara.

La funzione deve restare visibile e facile da trovare per tutto il periodo in cui il recesso è possibile. Dopo aver inserito nome, dati che identificano il contratto e il recapito elettronico per la risposta, invii la richiesta con un comando come "conferma recesso". Il venditore deve poi mandarti senza ritardo, su un supporto durevole come un'email, una ricevuta con il contenuto della dichiarazione, la data e l'ora di invio. Il recesso è valido se la dichiarazione parte prima della scadenza.

Consiglio: appena ricevi la conferma di recesso, salvala in una cartella dedicata insieme alla ricevuta di spedizione del reso. Data e ora indicate nella ricevuta fissano il momento in cui hai comunicato il recesso, cioè il riferimento per i 14 giorni del rimborso.

Rimborso, spese di reso e condizioni del prodotto

Dopo la comunicazione hai 14 giorni per rispedire la merce. Il venditore, a sua volta, deve rimborsarti entro 14 giorni da quando ha saputo del recesso, ma può aspettare finché non riceve il prodotto o finché non gli dimostri di averlo spedito.

Il rimborso comprende quanto hai pagato, incluse le spese di consegna standard. Se al momento dell'ordine avevi scelto una spedizione più costosa di quella standard offerta, la differenza resta a tuo carico. Il venditore non può rimborsarti con un buono, a meno che tu non l'abbia usato per pagare o non sia d'accordo.

Le spese per rimandare indietro il pacco sono di norma tue, ma solo se il venditore te l'ha detto prima dell'acquisto. Se non ti ha informato, oppure se ha scelto di farsene carico, non devi pagarle. Molti negozi offrono il reso gratuito come scelta commerciale: è una condizione in più, non un obbligo di legge.

Puoi provare il prodotto, ma con attenzione. È permesso maneggiarlo quanto serve per capirne natura, caratteristiche e funzionamento, un po' come faresti in negozio. Se lo usi oltre questo limite e il bene perde valore, il venditore può ridurre il rimborso di conseguenza, anche se il diritto di recesso resta valido.

Quando il recesso non si applica

La legge prevede una serie di eccezioni. Le più comuni sono:

  • beni deperibili o che scadono rapidamente, come cibo e bevande;
  • prodotti fatti su misura o chiaramente personalizzati;
  • beni sigillati per motivi igienici, se hai rimosso il sigillo dopo la consegna;
  • registrazioni audio, video o software sigillati e aperti dopo la consegna;
  • giornali e riviste, abbonamenti esclusi;
  • beni o servizi con un prezzo legato alle oscillazioni dei mercati;
  • servizi già eseguiti del tutto, se avevi chiesto espressamente di iniziare subito;
  • contenuti digitali online, se hai accettato di perdere il recesso e il download o lo streaming è già partito;
  • riparazioni urgenti, trasporti, noleggio auto, ristorazione e attività per il tempo libero legate a una data precisa, come biglietti di concerti o prenotazioni in hotel.

Prima di confermare un ordine di questo tipo, leggi bene le condizioni di vendita: spesso il sito indica in modo esplicito che il recesso è escluso.

Recesso e garanzia legale non sono la stessa cosa

Il recesso serve quando cambi idea su un prodotto che funziona. Se invece il bene è difettoso o non corrisponde a quanto promesso, entra in gioco la garanzia legale minima di 2 anni, valida anche per gli acquisti in negozio. In questo caso il venditore deve riparare o sostituire il prodotto gratuitamente e, se non è possibile, ridurre il prezzo o rimborsarti. Se il difetto emerge nel primo anno, si presume che esistesse già al momento della consegna. La garanzia commerciale offerta da negozi o produttori si aggiunge a quella legale, ma non può sostituirla.

Se hai un problema con un venditore di un altro Paese dell'Unione europea, puoi chiedere assistenza al Centro Europeo Consumatori del tuo Paese. Ogni caso concreto ha le sue particolarità: per una valutazione puntuale è bene rivolgersi a un'associazione dei consumatori o a un professionista.

Domande frequenti

Il diritto di recesso vale anche per gli acquisti in negozio?

No. La legge lo prevede per gli acquisti a distanza e per quelli conclusi fuori dai locali commerciali. In negozio puoi restituire un prodotto solo se il punto vendita lo consente con una propria politica di reso.

Chi paga la spedizione del reso?

Di norma il consumatore, ma solo se il venditore lo aveva indicato prima dell'acquisto. Se l'informazione mancava, o se il negozio offre il reso gratuito, non paghi nulla.

Entro quanto tempo arriva il rimborso?

Entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso. Il venditore può però attendere di ricevere il prodotto o la prova che l'hai spedito.

Posso recedere da un acquisto fatto da un privato su un marketplace?

No, il diritto di recesso riguarda solo gli acquisti da venditori professionali. Per questo è importante verificare chi vende prima di pagare.

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