Big data, il mercato italiano vale 5,07 miliardi nel 2026: +24%
Il mercato dei Big data in Italia sale a 5,07 miliardi nel 2026 (+24%), ma solo il 18% delle grandi aziende usa i dati in modo sistematico per decidere.

Il mercato italiano dei Big data ha raggiunto nel 2026 un valore di 5,07 miliardi di euro, con un aumento del 24% sull'anno precedente: è la crescita più alta mai registrata. I dati sono quelli dell'Osservatorio Data & Decision Intelligence del Politecnico di Milano, diffusi mercoledì 4 novembre.
Secondo la ricerca, a spingere la spesa sono soprattutto la grande distribuzione e il retail; seguono, tra gli altri, banche e assicurazioni, utility e il comparto telco & media. Le grandi imprese da sole valgono il 75% del mercato.
Corre l'intelligenza artificiale generativa
Tra le voci di investimento, la crescita più marcata riguarda le soluzioni di IA generativa, salite del 46%. Gli strumenti di data management e architettura aumentano del 20%, mentre business intelligence e data science crescono del 24%, come le infrastrutture.
Pochi usano davvero i dati per decidere
La spesa in aumento non si traduce ancora in un uso diffuso dei dati nelle scelte aziendali. Solo il 18% delle grandi aziende italiane, circa una su sei, li impiega in modo sistematico nei processi decisionali. Il 44% delle grandi organizzazioni ha individuato le decisioni critiche o ad alto impatto e ha applicato regole decisionali integrate negli applicativi aziendali.
Sul fronte della pianificazione, il 48% delle grandi aziende ha definito una data strategy, cioè un piano strutturato su come raccogliere, gestire e usare le informazioni: rispetto al 2025 la quota sale di 11 punti percentuali.
Le valutazioni dell'Osservatorio
Per Alessandro Piva, responsabile della ricerca, dati e IA stanno convergendo verso piattaforme integrate: "il vero valore si sposta dalla costruzione degli algoritmi alla capacità di alimentarli con dati di qualità". Carlo Vercellis, responsabile scientifico dell'Osservatorio, descrive il 2026 come un punto di svolta: con l'IA sempre più accessibile grazie a soluzioni standardizzate, avere dati e algoritmi non basta più a fare la differenza. La sfida, secondo Vercellis, è trasformare i dati in decisioni migliori.
Fonti: ANSA, Innovation Post, SmartWorld






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