Colonnine ricarica auto: come funzionano, dove trovarle e come pagare
Colonnine ricarica auto: differenza tra corrente alternata e continua, quante sono in Italia, come trovarle con la PUN, come si paga e quanto costa ricaricare.

Colonnine ricarica auto: come funzionano, dove si trovano e come si pagano sono le prime domande di chi sta valutando un'auto elettrica o ne ha appena presa una. Conoscere le risposte evita brutte sorprese durante il primo viaggio. In Italia la rete pubblica è cresciuta molto negli ultimi anni e oggi le regole europee rendono il pagamento più semplice di un tempo. Ecco una guida pratica, senza tecnicismi inutili.
Come funzionano le colonnine ricarica auto
Una colonnina è un dispositivo che trasferisce energia elettrica dalla rete alla batteria del veicolo attraverso un cavo e una presa. A seconda del modello, il cavo può essere fissato alla colonnina oppure va portato con sé e collegato da entrambi i lati. Prima di partire conviene quindi verificare nel libretto o nel manuale dell'auto quale presa monta il veicolo e quale cavo è fornito in dotazione.
La grandezza che conta di più è la potenza, espressa in kilowatt (kW): più è alta, più energia arriva alla batteria in un'ora e più breve è la sosta. Attenzione però: la velocità reale dipende anche dall'auto, perché ogni veicolo accetta una potenza massima in ingresso. Collegarsi a una colonnina molto potente con un'auto che ne accetta meno non accorcia i tempi.
Corrente alternata e corrente continua
Le colonnine si dividono in due grandi famiglie. Quelle in corrente alternata (AC) sono le più diffuse in città, nei parcheggi e nelle case: l'energia passa per il caricatore di bordo dell'auto, che la converte prima di immagazzinarla. Sono adatte alle soste lunghe, come una notte in garage o una mattinata in ufficio.
Le colonnine in corrente continua (DC) inviano invece l'energia già pronta per la batteria e raggiungono potenze molto più elevate. Sono quelle che trovi lungo le autostrade e nelle grandi aree di servizio, pensate per una sosta breve durante un viaggio. Il regolamento europeo sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR, Regolamento UE 2023/1804) considera di potenza elevata i punti che superano i 22 kW.
| Tipo di colonnina | Potenza indicativa | Dove si trova di solito | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Corrente alternata (AC) | Fino a 22 kW | Strade urbane, parcheggi, abitazioni, aziende | Soste lunghe e ricarica quotidiana |
| Corrente continua (DC) veloce | Oltre 22 kW | Supermercati, aree di servizio, strade extraurbane | Soste di media durata |
| Corrente continua ad alta potenza | Oltre 150 kW | Autostrade e grandi hub di ricarica | Viaggi lunghi con soste brevi |
Quante sono le colonnine in Italia
Secondo i dati riportati da ANSA a fine ottobre 2026, al 30 settembre i punti di ricarica pubblici in Italia erano 88.368, con un aumento di 18.096 unità in dodici mesi. Quasi il 30% delle nuove installazioni dell'ultimo anno riguarda infrastrutture veloci e ultraveloci.
La distribuzione resta disomogenea. La Lombardia guida la classifica con 18.866 punti, seguita da Piemonte, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna; tra le province, Milano e Roma sono in testa. Sulla rete autostradale i punti sono 1.569, contro i 1.057 di settembre 2024: l'85% è in corrente continua e il 57% supera i 150 kW. Oltre metà delle aree di servizio autostradali ne è ormai dotata.
Come trovare una colonnina libera
Lo strumento ufficiale è la Piattaforma Unica Nazionale (PUN), il portale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica realizzato con GSE e RSE. Come spiega il comunicato di lancio della piattaforma, la mappa mostra la posizione dei punti accessibili al pubblico, il tipo di alimentazione, la potenza massima, l'operatore e lo stato della colonnina. I dati vengono caricati dagli stessi gestori, che sono obbligati a inserirli.
Oltre alla PUN puoi usare le app dei singoli operatori o il navigatore dell'auto, che spesso indicano anche se il punto è occupato. In ogni caso è prudente pianificare una seconda opzione vicina, soprattutto nei weekend e nei periodi di esodo, quando le colonnine autostradali possono avere code.
Consiglio: prima di un viaggio lungo controlla la potenza massima che la tua auto accetta in corrente continua e scegli le soste in base a quel valore. Spesso conviene fermarti prima del pieno e ripartire, perché l'ultima parte della ricarica tende a essere più lenta.
Come si paga e quanto costa
Dal 13 aprile 2024 si applica il regolamento AFIR, che ha cambiato le regole sul pagamento. Come chiarisce la pagina di domande e risposte della Commissione europea, i gestori devono permettere la ricarica occasionale senza obbligo di contratto o di registrazione in un'app, accettando pagamenti elettronici tramite lettori di carte o dispositivi contactless. Sui punti da 50 kW in su installati da quella data il prezzo deve basarsi sui kWh erogati ed essere mostrato in modo visibile; sotto i 50 kW l'informazione deve comunque essere facilmente accessibile, anche tramite un codice QR.
Per avere un'idea dei costi, le rilevazioni di Motus-E riportate da ANSA stimano circa 5,50 euro ogni 100 km per un'auto elettrica che fa l'80% delle ricariche a casa e il 20% su colonnine pubbliche, contro 11,60 euro per un'auto a benzina. Chi non può ricaricare né a casa né al lavoro spende in media 9,40 euro ogni 100 km. Si tratta di stime che non includono abbonamenti e offerte dei singoli operatori, quindi il conto reale può cambiare.
Ricaricare a casa: wall box e incentivi
Per chi ha un box o un posto auto, la soluzione più comoda è una wall box, cioè un punto di ricarica domestico in corrente alternata. L'installazione va affidata a un tecnico abilitato, che verifica anche la potenza del contatore e lo stato dell'impianto elettrico.
Per il 2026 era disponibile il bonus colonnine domestiche gestito da Invitalia, con un contributo pari all'80% delle spese, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per i condomini. Lo sportello ha chiuso in anticipo il 27 ottobre 2026 e potrebbe riaprire solo con un nuovo avviso se si renderanno disponibili altre risorse. Per la tua situazione specifica, verifica i requisiti aggiornati presso l'ente gestore o con un professionista.
Domande frequenti
Serve un abbonamento per usare le colonnine pubbliche?
No. Con il regolamento AFIR la ricarica occasionale deve essere possibile senza contratto con l'operatore, pagando con strumenti elettronici come carte o dispositivi contactless. Gli abbonamenti restano un'opzione che può convenire a chi ricarica spesso.
Quanto tempo serve per una ricarica completa?
Dipende dalla capacità della batteria, dalla potenza della colonnina e da quella che l'auto accetta. Su una colonnina in corrente alternata possono servire diverse ore, mentre in corrente continua ad alta potenza i tempi per una ricarica parziale si accorciano molto.
Posso usare qualsiasi colonnina con la mia auto?
Solo se presa e cavo sono compatibili con il tuo veicolo. Controlla il manuale dell'auto e, sulla mappa della PUN o nell'app dell'operatore, il tipo di alimentazione e la potenza del punto prima di raggiungerlo.
Le colonnine in autostrada sono più veloci?
In genere sì: secondo i dati di settembre 2026, l'85% dei punti autostradali è in corrente continua e più della metà supera i 150 kW. La velocità effettiva resta però legata alla potenza massima accettata dalla tua auto.






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